Siamo ormai quasi all’epilogo di questo 2017, una stagione dove quasi sempre siamo portati a fare un bilancio dell’anno appena passato. E’ quello che ha pensato di fare anche “The Guardian”, proponendo quelli che potrebbero essere definiti come i 10 migliori libri di fantascienza del 2017.

Come spesso accade, molti di questi (quasi tutti a dire il vero) non sono ancora stati tradotti in italiano, ma non è escluso che visto il grande successo ottenuto in giro per il mondo, qualcosa non si muova nel prossimo futuro. Di certo però, sono ormai molti i lettori appassionati del genere che leggono anche in lingua originale, per cui questa segnalazione potrebbe aprire diverse scelte di lettura. Magari proprio approfittando di qualche giorni di relax durante le festività natalizie.

I 10 migliori libri di fantascienza del 2017

10 migliori libri di fantascienza del 2017

NEW YORK 2140 di Kim Stanley Robinson

La prima segnalazione, è anche l’unico libro di questa top10 già uscito in Italia (dalla Fanucci). Un libro particolarmente atteso dell’autore di una delle trilogie fantascientifiche di maggior successo degli ultimi anni, “La trilogia di Marte” che gli ha permesso di fare incetta di premi e conquistarsi un ottimo seguito di pubblico.

Con il suo nuovo “New York 2140”, Robinson dimostra ancora una volta di trovarsi a suo agio negli ambienti apocalittici del futuro, anche se questa volta la visione è concentrata non solo sulle possibili conseguenze del cambiamento climatico in una metropoli come la grande mela, ma anche e soprattutto sul come l’uomo possa adattarsi a queste modifiche.

AUSTRAL di Paul McAuley

Quando un biologo come McAuley decide di occuparsi di un mondo post apocalittico (anche in questo caso trattando il tema del cambiamento climatico), quello che può uscirne è senza dubbio un quadro molto realistico di un possibile futuro.

McAuley del resto, non è nuovo a descrizioni molto dettagliate e realistiche dei mondi che racconta e che gli sono valsi diversi premi importanti in ambito di letteratura fantascientifica. In questo caso, lo sguardo è su quello che potrebbe essere l’ultimo avamposto di civiltà umana in caso di riscaldamento globale: l’antartico.

 

BORNE di Jeff Vandermeer

Anche questa volta è un mondo post apocalittico ad ambientare il romanzo di Jeff Vandermeer.  Ma la sua visione ha un approccio decisamente diverso, quasi neo surrealista rispetto al tema affrontato.

Lo sapranno bene i lettori che hanno già avuto modo di conoscerlo tramite la sua trilogia dell’ Area X (tradotta in Italia e pubblicata da Einaudi), che presto vedrà anche una trasposizione cinematografica nel suo primo capitolo “Annihilation” (in uscita nel 2018). Il libro uscirà anche in Italiano verso il prossimo Febbraio, per cui tenete d’occhio le prossime uscite.

 

GATHER THE DAUGHETERS di Jennie Melamed

L’esordio di questa giovane autrice di fantascienza è stato accolto con molto clamore da critica e pubblico. Sarà perchè l’argomento trattato è piuttosto spinoso, tanto da richiamare (a torto o a ragione) paragoni importanti come quello con “Il Racconto dell’ancella” della Atwood (ma c’è anche chi lo paragona a The Giver, tanto per dire).

In realtà la storia è si molto forte, ma aperta a un pubblico di ogni genere visto che la scrittura della Melamed è molto leggibile e definita. E riesce anche a darci una qualche speranza, malgrado l’inizio della storia racconti di una comunità chiusa al resto del mondo, governata dagli uomini, dove le donne sono semplici macchine da riproduzione al primo segno di pubertà.

AFTER THE FLARE di Deji Bryce Olukotun

La fantascienza nigeriana sta esprimendo sempre più spesso diversi autori di talento (lo abbiamo visto recentemente anche con il libro “Laguna” edito da Zona42), e Olukotun si sta pian piano ritagliando una buona parte nel panorama internazionale.

Dopo “Nigeriani nello Spazio” arriva infatti il secondo capitolo, questo “After the Flare” che racconta appunto una Nigeria al centro dell’azione (e dell’esplorazione spaziale) dopo che una tempesta solare ha paralizzato le reti elettriche del nostro pianeta.

 

AN UNKINDNESS OF GHOSTS di Rivers Solomon

Ancora un esordio letterario da incorniciare: è quello di Rivers Solomon, che nel suo primo romanzo decide di raccontare una storia partendo dagli ultimi. Dai più oppressi.

Anche quando si parla di una astronave generazionale, diretta verso un nuovo mondo dopo aver lasciato indietro una Terra in rovina, con un equipaggio composto solo da bianchi e tutte le persone di colore costrette sottocoperta a viaggiare come gli schiavi di un tempo.

E forse anche in questo caso, l’unica soluzione per equilibrare di nuovo le cose, potrebbe essere una rivolta.

THE RIFT di Nina Allen

The Rift è la storia di due sorelle. O meglio, è la storia di come una di loro sparisca misteriosamente all’età di diciassette anni, per poi tornare dopo altri venti raccontando un’incredibile storia di come abbia vissuto su un altro pianeta fino ad allora.

Verità o illusione? Credere o non credere? Sono i dubbi che dovrà affrontare la sorella per restarle vicino. Intrecciando i racconti di quella straordinaria avventura a quelli della realtà di tutti i giorni.

 

THE STONE SKY di N.K.Jemisin

A cavallo tra i due generi (fantasy e fantascienza), è indubbio però che questa trilogia della Jemisin (giunta con questo “The Stone Sky” al suo terzo e ultimo capitolo) possa di diritto entrare nella storia.

Lo farà senz’altro se riuscirà a portare a casa anche quest’anno e per la terza volta di fila, il Premio Hugo come miglior romanzo, impresa fino ad ora mai riuscita a nessuno.

 

AMATKA di Karin Tidbeck

Decisamente più originale invece la storia ideata dalla Tidbeck nel suo esordio letterario.

E considerato che ci sta raccontando un mondo distopico (uno dei  tanti proposti in questi anni), riuscire ad essere completamente originali non è poi impresa così facile.

Una realtà che viene scoperta pian piano nel corso della storia e che si trasforma (e viene risolta) solo nei capitoli finali. Quando tutta la parvenza di normalità, di dissolve (letteralmente).

GNOMON di Nick Harkaway

Gli ci sono voluti più di tre anni ad Harkaway per portare a termine questo suo romanzo particolarmente ambizioso.

E a giudicare dalle tante storie e dai tanti temi che si intrecciano in queste pagine, capiamo bene il perchè. Si parla di sorveglianza di massa, di intelligenza artificiale, di una nuova identità umana e di tante altre cose.

Un libro multi-strato che richiede forse un pizzico di pazienza in più per essere compreso a fondo, ma che di certo lascerà i lettori più esigenti contenti dello sforzo fatto.

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