RAGAZZE ELETTRICHE – La trama

La forma del potere è sempre la stessa: è la forma di un albero. Dalle radici fino alla cima, un tronco centrale che si ramifica e ramifica all’infinito, aprendosi in dita sempre più sottili, protese in avanti. La forma del potere è il disegno di una cosa viva che tende verso l’esterno, e manda i suoi sottili filamenti un po’ oltre, e ancora un po’ più oltre. (dal libro di Eva 13-17)

Il racconto che ci propone questo libro, è la storia di come tutto iniziò. In una linea di universo completamente diversa dalla nostra, dove in un determinato punto del tempo (che potrebbe tranquillamente essere il nostro presente), le donne hanno sviluppato la capacità (il potere) di generare scariche elettriche. 

Un dono che non solo ribalta il paradigma di forza di genere, ma che può anche essere “passato” da donna a donna. Ed è così che dopo le prime manifestazioni, praticamente ogni donna del pianeta lo riceve in un modo e nell’altro, condizionando di fatto la gerarchia di potere e rivoluzionando lo stato sociale esistente. 

Come sarebbe il mondo se il sesso forte fosse quello femminile? E’ la domanda che nasce spontanea dopo questa premessa. E l’autrice è davvero brava a costruire per filo e per segno proprio questo genere di visione. Il tutto visto attraverso le storie di alcuni singoli personaggi (un giornalista che seguirà l’evolversi dal principio, una ragazza che si scoprirà essere la più forte al mondo, una nuova messia che costituirà una vero e proprio culto a riguardo e una donna in carriera che diventerà invece la nuova figura politica di riferimento).

Storie che si intrecciano e che fanno da palco a un cambiamento globale che porterà inevitabilmente ad un epilogo, nonchè alla risposta definitiva alla domanda di cui sopra.

Chi è l’autrice?

Naomi Alderman è considerata una delle più promettenti scrittrici di lingua inglese, già apprezzata anche in Italia nei tre precedenti romanzi pubblicati sempre con Nottetempo. L’impressione però è che con questo libro abbia raggiunto una maturità artistica invidiabile, forse anche aiutata nella sua crescita da un mentore di eccezione come Margaret Atwood. 

Non è un caso se proprio questo libro è stato accostato (non senza ragione) proprio al capolavoro “Il Racconto dell’Ancella”.  Se poi a questo aggiungiamo che tra i nomi dei ringraziamenti che hanno contribuito al libro ci sono anche quelli di Karen Joy Fowler e Ursula Le Guin, ecco allora che possiamo ulteriormente alzare l’asticella della qualità.

Vincere il Premio Baileys Women’s Prize 2017 è stato quindi il coronamento di una carriera che si appresta ad essere brillante. E non vediamo l’ora di leggere il suo prossimo lavoro, se queste sono le premesse.

Perchè leggere “Ragazze Elettriche”?

Se non vi basta l’idea molto interessante alla base della storia, nè i premi vinti o gli accostamenti alla Atwood o alla Le Guin, ci sono altri motivi per consigliarvi di leggere quest’opera.

Quello che più mi è piaciuto infatti, è il racconto dell’ascesa al potere delle donne. In un mondo dove fin dalla notte dei tempi abbiamo assistito ad un predominio fisico dell’uomo, fatto spesso anche di soprusi e violenze (che perdurano anche oggi in alcuni casi, purtroppo), ognuno dei due generi ha creato un proprio approccio alle cose della vita proprio in base a queste differenze di “potere” fisico.

Ma invertendo la gerarchia di potere, avremmo risultati differenti? Le caratteristiche emotive e caratteriali delle donne e degli uomini, quanto e come cambierebbero se cambiassero anche i rapporti di forza? Sarebbe un mondo migliore quello governato dalle donne?

Le risposte a queste domande (delle possibili risposte quanto meno) sono proprio dentro questo libro. E varrebbe la pena di leggerlo anche solo per questo.  In più è anche scritto con uno stile molto preciso e coinvolgente, che non si limita a tracciare i contorni di una storia interessante a prescindere, ma ne coglie spesso i tratti essenziali, empatici ed emotivi. Oltre a farci pensare in maniera più universale, traendo da possibili differenza di forma, anche quelle uguaglianze che sono la base di una comprensione profonda dei generi.

Ho trovato poi abbastanza geniale l’escamotage dell’autrice, che delinea il libro come un “Romanzo Storico”, cominciando e finendo l’opera con una corrispondenza tra due personaggi che raccontano come la storia presentata, per quanto frutto di estrapolazioni e qualche congettura, sia da assimilare ad una ricerca scientifica veritiera di venti passati, accaduti qualche migliaio di anni prima, in un mondo dove (forse), erano ancora gli uomini ad avere il comando e le donne non avevano nessun “potere” speciale.

Prendetevi quindi il giusto tempo per leggerlo, ma non troppo. Perchè è già in lavorazione anche la Serie TV dedicata e anche se ci vorrà ancora un po’ prima di vederla sul piccolo schermo, fatevi trovare pronti a quello che si presenta come un grande appuntamento fantascientifico (ho grandi aspettative a riguardo!)

 

 

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