Di cosa parla Laguna?

Un boato nel cielo di Lagos. Qualcosa precipita nell’oceano al largo della costa della più popolosa e leggendaria città della Nigeria. Il mare brulica di nuova vita, e dal mare una nuova entità emerge per sconvolgere la vita del paese africano.

Si, Laguna è la storia di una sorta di invasione aliena. Ma il luogo scelto per il primo contatto è quanto mai improbabile (o meglio, poco usato in letteratura fin qua): Lagos. Eppure lo sviluppo della trama, ci racconta come non potesse essere fatta scelta migliore. Perchè la città nigeriana è un crocevia di miti presenti e passati, di vite diverse  e classi sociali disparate. Un mondo nel mondo che viene letteralmente sconvolto da questo arrivo imprevisto e sorprendente.

Il tutto visto attraverso l’incontro con tre protagonisti principali, che rappresentano tre realtà completamente differenti tra loro ma si troveranno (non a caso) nella medesima situazione. Sono però solo lo specchio di una miriade di persone e avvenimenti che accompagneranno il lettore in questo viaggio verso un finale sorprendente.

Chi è l’autore?

L’autrice, statunitense di nascita ma nigeriana di origine, si è imposta al grande pubblico di fantascienza dopo la vittoria del Premio Hugo con il romanzo breve “Binti” (che non a caso ha visto poi anche un seguito). Vittoria che ha trainato anche questo Laguna, pubblicato nel 2014 e giunto a noi dopo qualche anno grazie a Zona42.

Perchè leggerlo?

Ci sono diversi motivi per considerare Laguna una lettura quasi obbligatoria per gli amanti del genere. Intanto l’originalità non solo della location scelta per l’incontro alieno (la Nigeria appunto) e alcune caratteristiche degli stessi, ma anche per la struttura del libro, che ci racconta  in maniera molto particolare anche storia, miti e leggende magiche dell’Africa, facendoli interagire direttamente con i personaggi in gioco o tramite intermezzi comunque collegati in qualche modo alla narrazione.

Un libro però che necessita di una buone dose di attenzione, non tanto perchè non scorra via veloce e tranquillo, ma perchè denso di personaggi che si incrociano nel racconto e fanno spazio anche a qualche divagazione. Ma se non si perde il filo, verremo ripagati da una ricchezza di linguaggio rara e da un finale certamente non banale.

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