I numeri molto spesso non dicono tutto, ma se parliamo di mercato del libro, di sicuro restituiscono un quadro piuttosto significativo del panorama. Ecco allora che l’ultimo rapporto sullo stato dell’editoria (aggiornato ai primi sei mesi del 2017), ci fornisce ulteriori dettagli sull’evolversi della situazione.

Mercato del libro: le note liete

Partiamo dalle notizie positive, il mercato del libro è leggermente cresciuto in termini di fatturato complessivo (2,7 miliardi di euro circa), tornando più o meno ai livelli di quattro anni or sono . Certo si segnala ancora un -16% rispetto al 2011, ma era decisamente importante invertire la tendenza degli ultimi anni e frenare il drastico calo.

In quest’ottica è necessario però anche analizzare bene i vari comparti. Se da una parte infatti, abbiamo un’ulteriore discesa per le vendite nelle edicole dei collezionabili (307 milioni di euro di fatturato contro i 662 del 2011), dall’altra il mercato degli eBook è praticamente raddoppiato nello stesso periodo (323 milioni contro i 163). Un segno dei tempi in effetti.

Nelle vendite dei canali trade inoltre, il dato è in linea con quello degli ultimi anni (leggero incremento dello 1,1% in più rispetto all’anno passato), da cui però manca il riferimento di “Amazon” che dovrebbe essere probabilmente in aumento (si stima intorno ai 120 milioni di euro), andando a restringere ancora la forbice con il venduto pre 2011.

In buona sostanza, numeri quindi che danno un certo segnale di stabilità, se non proprio di ripresa,  anche dal punto di vista delle case editrici: le CE sono aumentate ancora del del 5,8% (4.877 quelle che hanno pubblicato almeno un titolo), ma il numero di pubblicazioni totali su carta è rimasto praticamente invariato (circa 66 mila titoli). E’ invece decisamente aumentata di circa il 30% la produzione di eBook, arrivando a oltre 81.000 uscite. 

Mercato del libro: cosa manca ancora?

La risposta è sempre quella: i lettori. Malgrado i numeri del fatturato sembrano stabili o in aumento, il vero problema dell’editoria in Italia è un lento ma costante calo del numero di lettori.

Anche nell’ultimo anno, sono scesi al 40,5% (-3,1%) gli italiani che hanno letto almeno un libro nel corso dell’anno precedente. Meno della metà dei più virtuosi norvegesi (il 90%) ma in generale nettamente meno di qualsiasi altro paese di riferimento.

Dato questa volta in calo sia per i lettori su carta, sia per quelli su eBook (da 4,7 a 4,2 milioni di lettori digitali). Insomma un bacino di utenza decisamente più ristretto rispetto agli altri mercati, che aumenta ancora se analizziamo il dato in campi più specifici: il 39% del ceto dirigente e professionale non legge alcun libro, pesino un quarto dei laureati (il 25%) sono non lettori.

I motivi? Tanti. Dalla gestione del tempo e degli spostamenti radicalmente cambiata, alla contrazione del reddito, fino ad una complessiva sfiducia per i così detti “ascensori sociali” (istruzione, titoli di studio, consumi culturali, biblioteche domestiche, ecc).

Prima di trasferirci tutti in Norvegia però, vale la pena soffermarsi su un altro dato: sono il 65% i ragazzi che leggono con genitori “lettori”, mentre tra i genitori “non lettori” la percentuale dei figli che leggono scende a un drastico 27%. Ecco allora che il primo punto da affrontare è cercare di fare il possibile per agevolare le famiglie e riportare i libri nella vita quotidiana di tutti questi ragazzi (magari con detrazioni fiscali sui libri per esempio, mentre viceversa siamo di fronte ad un nuovo incremento di prezzo sui libri cartacei, arrivato a 18,93€ di media, il +2,8% rispetto allo scorso anno).

Senza contare l’altro annoso problema dell’editoria: calano i lettori, ma il numero di pubblicazioni rimane ancora altissimo. 66.000 mila titoli nell’ultimo anno, 5.500 libri al mese, 185 libri ogni giorno, più di 7 libri ogni ora. Forse sono davvero troppi (ne avevo parlato in QUESTO ARTICOLO se volete leggerlo).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *