L’appuntamento con Stranimondi (il Festival del libro del fantastico e della fantascienza) è anche ottima occasione per seguire alcune presentazioni estremamente interessanti, come questa che ha visto la partecipazione di uno degli ospiti d’onore della kermesse, Bruce Sterling. 

In buona compagnia però, di Giovanni De Matteo e Sandro Battisti, curatori dell’antologia “Nuove eterotopie” edita da Delos Digital (da cui la naturale presenza di Silvio Sosio nella doppia veste di organizzatore ed editore).  In poche parole, quella che senza falsa modestia è stata definita dagli stessi,  l’antologia definitiva sul Connettivismo.

Sedici racconti per altrettanti autori (tra cui appunto anche Bruce Sterling), che rappresentano il meglio di questo movimento nato a fine 2004 e meravigliosamente rappresentato proprio in quest’opera.

“Nuove eterotopie” – L’antologia definitiva del Connettivismo

Malgrado l’altisonante sottotitolo di copertina, è lo stesso Giovanni De Matteo a raccontare quanto invece sia più un ponte verso il futuro che non una porta chiusa sul passato.

“Ci siamo meravigliati noi stessi per l’enorme quantità e qualità di materiale che avevamo a disposizione per questa antologia. Tanto che di fronte a una simile mole di racconti, è stato necessario fare delle esclusioni dolorose.  Per cui un primo messaggio agli autori che hanno collaborato con noi in tutti questi anni e anche a quelli che hanno iniziato da poco a farlo, è di tener presente che nonostante quanto riportato nel sottotitolo, questa raccolta non è affatto definitiva e confidiamo anzi che in futuro ci siano occasioni analoghe di creare altri spazi, per far sentire tutte le voci che non è stato possibile inserire qua dentro. Questa antologia vuole essere una valida porta di ingresso al Connettivismo”. 

Una porta che in effetti merita di essere spalancata, a cominciare da quella che potrebbe essere una più generica definizione del movimento (a proposito, se non l’avete ancora fatto, leggete il “manifesto” per avere un’idea più precisa di cosa significhi).

“Per quanto sia difficile in realtà definire bene il Connettivismo” continua De Matteo “è indubbio che esso sia nato come un laboratorio di esperienze e di sensibilità dei diversi autori che si sono sentiti di farne parte”.

Di parere comune è ovviamente l’altro creatore del movimento, Sandro Battisti. 

“Questa raccolta è a tutti gli effetti una sorta di Best Of, il meglio dei racconti del Connettivismo, dagli albori fino ai tempi più recenti. E’ stato un lavoro bellissimo durato quasi tre anni, in cui abbiamo avuto la fortuna di vedere la partecipazione diretta di Bruce Sterling, in un’opera che doveva essere un semplice racconto ma che è cresciuto pian piano diventando sempre più lungo e interessante”. 

E Sterling infatti non ha fatto mancare non solo la sua presenza, ma anche l’entusiasmo proprio di chi è sinceramente interessato a questo tipo di iniziative.

connettivismo bruce sterling“Sono un semplice osservatore esterno in questo caso, ma da autore del manifesto del cyberpunk mi sono subito interessato al Connettivismo, proprio perchè anche in questo caso eravamo di fronte a un manifesto comune. Ed è raro che scrittori facciano insieme una dichiarazione di intenti del genere, mentre credo sia importante avere questo tipo di situazioni tra appassionati di fantascienza (ha detto proprio fantascienza, in italiano ndr). 

Si ha magari paura di essere criticati se metti troppo in vista le tue idee e intenzioni, la gente spesso reagisce negativamente a questi intenti, mentre invece andrebbe vista come una piattaforma comune in cui sviluppare idee. 

Quello che mi piace di più è che il Connettivismo è perfettamente cosciente di vivere nel 21° secolo. Voglio dire, sappiamo perfettamente che un disco volante non atterrerà mai a Lucca. E sappiamo cosa è stata la fantascienza in italia per sessanta anni. Ma dobbiamo anche ammettere che la natura dell’editoria è cambiata. Non siamo più in una cultura basata sulla carta, ma in una basata sulla rete.

Il sistema editoriale di lingua anglosassone, è così vasto che non penseresti mai di poter fare delle cose in prima persona. L’editoria begli Stati Uniti è gestita da compagnie ricchissime con cui non è possibile fare veramente qualcosa insieme.  Anche nel movimento cyberpunk avevamo un gruppo di autori che proponevano idee tramite newsletter e fanzine (durata solo tre anni), ma per esempio non avevamo una casa editrice di riferimento. E nell’antologia “Mirros Shades“, eravamo soltanto 11 autori mentre qua ne abbiamo ben 16. 

Non dico che il movimento cyberpunk sia stato un fallimento, anzi, però è stato proprio diverso il modo con cui si poteva comunicare attraverso i media e la società. Ma era praticamente impossibile portare in profondità alcune idee (vuoi anche perchè ormai era entrato nella cultura popolare).

Con il Connettivismo invece, puoi fare esattamente questo. Portare avanti idee e progetti interessanti. Che poi è quello che sto cercando di fare anche io. “

Insomma un movimento che non solo raccoglie molti autori di grande qualità (tra cui diversi Premi Urania e Premi Italia), ma che rappresenta in un certo qual modo, una piattaforma comune da cui spiccare, è il caso di dirlo, il volo.

Non vi resta che provare a leggere questa raccolta di “Nuove eterotopie“, per essere anche voi (almeno con lo spirito) un po’ connettivisti 😉

 

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