Tra le tante nuove uscite di Maggio in libreria, ce n’è una che mi ha colpito particolarmente e per diversi motivi. Si tratta di un opera edita da Zona 42, che per la prima volta si cimenta in una raccolta di racconti, mettendo insieme però il meglio (o poco ci manca) degli autori del genere.  Non è mia abitudine fare molte “recensioni” (un po’ perchè credo siano necessarie fini competenze letterarie e un po’ perchè ormai sembrano quasi tutte delle marchette più o meno palesi), ma ogni tanto mi piace fare eccezioni quando compro un opera che mi piace e per cui sento ci sono delle qualità da diffondere.

Perchè comprare “Propulsioni d’Improbabilità”?

1.La qualità degli autori

I 18 autori che si sono cimentati in questi altrettanto racconti, sono vicino al meglio che possiamo immaginare tra gli autori italiani: dal triplice Premio Urania di Maico Morellini, Alessandro Forlani e Luca B.Kremo, al recente Premio Italia Alessandro Vietti. Da autori ormai mainstream come Gianluca Morozzi o Dario Tonani, fino a tanti giovani e meno giovani talenti della scrittura che si sono già fatti apprezzare. Insomma, uno dei primi motivi è sicuramente la qualità degli autori presenti.

2.Giorgio Majer Gatti

Il secondo motivo è probabilmente il curatore di questa raccolta. Giorgio infatti, pur nella sua giovane età, ha dimostrato di essere un fulcro decisamente fondamentale per tutti gli autori (anche quelli più esperti per loro stessa dichiarazione). Segnale che la sua mano è arrivata forte e chiara, pur nella decisione di non aver dato un argomento specifico a fare da filo conduttore.

3.Idee Libere

E proprio questo forse è un altro dei punti a favore di questo libro. Il non avere un argomento comune, ha lasciato liberi gli autori di immaginare una qualunque via, fuori dagli schemi e dalle definizioni. Tanto da rendere difficile l’identificazione sommaria di questa raccolta. E’ fantascienza, senza dubbio. Ma nella sua accezione più ampia, quella che forse dovremmo imparare a considerare in maniera ancora più universale.

4.Strumento di divulgazione

Proprio in virtù di queste sue particolarità, questo libro è molto probabilmente anche un utile strumento di divulgazione. Ok, in un certo senso tutti i libri lo sono, ma in questo caso intendo che può essere uno strumento da affidare a chi magari è meno in linea con la fantascienza più “hard”, una sorta di testa di ponte da cui far partire anche i neofiti, quelli a cui fino a questo momento non erano mai piaciuti i racconti, quelli che storcono il naso quando vedono astronavi (o viceversa). Insomma uno strumento così ad ampio raggio da poter essere una vera e propria porta verso un range di lettori ancora più vasto.

5.Zona 42

Far crescere una realtà importante che si sta muovendo bene nel panorama editoriale di un settore come quello della fantascienza, è forse uno dei punti più importanti. In questo caso l’editore è “Zona 42” e pur essendo giovani (appena tre anni di vita), voglio sottolineare con piacere come siano riusciti fin da subito a dare un’identità importante non solo ai loro contenuti (pubblicando autori di ottima qualità sia italiani sia stranieri), ma anche a quei “dettagli” che poi tanto dettagli non sono e per cui molte volte ho criticato altre realtà editoriali (tipo una linea grafica di copertina ben caratterizzata e moderna, l’attenzione alla qualità dei materiali usati, un sito online funzionale e una sostanziale presenza sul territorio in ambito di fiere e presentazioni). Comprare un qualunque dei loro libri (non solo questo) è quindi un premio che è sempre bello dare a chi sta lavorando bene.

Poi volendo, potrei darvene (almeno) altri 18. Ovvero tutti i racconti. Ognuno con una sua particolarità e un suo stile, anche se dopo averlo letto (e riletto), forse in verità un filo conduttore è presente nel libro. Non dichiarato ovviamente, non “pensato” dagli autori nè dal curatore. Ma quello che è venuto fuori è uno spaccato piuttosto inerente alle prossime realtà future che potrebbero attenderci. Certo non nel dettaglio (almeno si spera in certi casi), ma nelle intenzioni. Il trait d’union è comunque quel pensiero che il mondo non stia andando verso la sua fase migliore, ma che, in ogni caso, anche nello scenario peggiore ci sarà modo di approfondire la nostra umanità. Perduta e poi ritrovata. Dimenticata e poi ricordata. Cancellata e poi riscritta.
Unico appunto, peraltro molto personale, è sul titolo. E’ vero che la citazione di Douglas Adams (l’astronave “Cuore d’Oro” che viaggia a “propulsione di improbabilità infinita”) è carina e sicuramente conosciuta da molto del pubblico di lettori appassionati di fantascienza. Ma è anche vero che, viceversa, è un titolo piuttosto complicato per tutto quel pubblico di lettori che come ho detto sopra vivono fuori (o sul confine) del genere. Poco male comunque, anche se trovare un hashtag per “Propulsioni d’Improbabilità” sarà dannatamente difficile! 🙂

 

 

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