Quali sono le prime cose che guardiamo quando compriamo un libro? Mi sono chiesto spesso, sia in veste di lettore che in quella di autore, cosa mi attirasse di più nella scelta di un nuovo libro, soprattutto quando mi trovavo di fronte a scrittori che non conoscevo.

Ovviamente molto spesso (per non dire quasi sempre), siamo indirizzati verso nuovi acquisti dopo aver letto una recensione di fiducia, oppure dopo il consiglio di un amico che ne era venuto a conoscenza prima di noi.  Ma ponendo che dovessimo essere soli nella scelta, davanti a una sterminata distesa di libri che non conosciamo, che cosa ci farebbe considerare l’idea di comprarlo? 

Ovvero, che cosa conta di più nella scelta di un libro?

Per rispondere a questa domanda, ho utilizzato finalmente i social network per qualcosa di costruttivo, sottoponendo diversi gruppi di lettori (forti) con un sondaggio a riguardo.  Premetto che questa ricerca non ha certo la presunzione di essere statisticamente affidabile, ma vista la scelta di gruppi piuttosto diversificati (con lettori di ogni genere ed età), il risultato è sicuramente uno specchio interessante per valutare alcune tematiche.

I risultati del sondaggio

Alla fine sono stati un migliaio i lettori che hanno voluto esprimere la propria idea su quali sono le cose a cui danno più importanza nella scelta di un nuovo libro (sempre fatte le debite premesse di cui sopra).

Più della metà di loro sono concordi nel ritenere che la trama raccontata in quarta di copertina, sia il motivo principale di interesse. Solitamente poi, è anche la parte più vincolante per l’acquisto: ovvero se non piace, malgrado altri punti a favore, difficilmente si procederà oltre.

Interessante anche la seconda risposta più gettonata. Un lettore su cinque infatti, preferisce leggere l’incipit del libro come prima cosa. Utile per farsi un’idea almeno a grandi linee, dello stile di un autore che non conosciamo. Del resto si è ripetuto mille volte come l’inizio di un’opera sia particolarmente importante per il lettore: devo convincerlo che c’è qualcosa di interessante lì dentro e che, oltretutto, è scritta anche bene.

Meno del 15% dei lettori invece, si affida alla scelta basandosi sulla copertina. Mi permetto però di dire che questo è probabilmente un “bug” (se posso chiamarlo così) del sondaggio: la domanda in effetti pone l’accento su quali sono i fattori determinanti per la scelta, e la copertina probabilmente non è il motivo principale. Di certo però, è molto spesso quella che invita ad approfondire le altre caratteristiche che poi ne consolidano la scelta. Per cui di fatto, è parimenti un dato fondamentale (se non veniamo prima attratti dalla copertina, molte volte non abbiamo la spinta per scoprire il resto).

Le altre tre caratteristiche rilevate, risultano ancora più marginali. Il titolo, malgrado per gli autori sia spesso un travaglio lungo e difficile, non sembra essere molto determinante per la scelta. Questo ovviamente non significa che possiamo chiamare i nostri libri con i nomi più assurdi, ma semplicemente che un titolo, per quanto bellissimo, non è quasi mai considerato come “sine qua non” per l’acquisto. Anche in questo caso, semmai, può valere quanto detto per la copertina (anche se in misura molto minore): siamo magari incentivati ad approfondire la conoscenza di un libro con un buon titolo interessante rispetto ad altri più banali. 

Ancora meno importante (almeno stando al sondaggio), risulta l’editore del libro. Questo risultato è per certi versi abbastanza sorprendente, visto che mi aspettavo invece fosse una delle principali caratteristiche di affidabilità di un libro. I motivi potrebbero essere diversi, dal fatto che molto probabilmente un autore non conosciuto sarà pubblicato da una casa editrice altrettanto poco famosa (e quindi magari senza una grande percezione di qualità assoluta), fino a considerazioni più generali sul mercato editoriale: non esiste nessuna casa editrice, di fatto, che pubblichi SOLO libri di qualità. E pure se fosse, non è detto che piacciano a Noi. Insomma, conoscere la casa editrice è importante e in una qualche misura forse condiziona il nostro primo approccio, ma a quanto pare, non è determinante nè in positivo nè in negativo.

Infine, e anche questa per me è una mezza sorpresa, le Bio dell’autore. Che per usare un eufemismo, “non si fila proprio nessuno”. Eppure, lo ammetto, sono invece una delle prime cose che leggo e in effetti mi sono lasciato molte volte convincere proprio da una buona biografia o dalla vita particolarmente interessante dell’autore.

In definitiva però, il risultato del sondaggio conferma molte delle convinzioni di partenza: quando non abbiamo altri appigli (vedi le recensioni di cui ci fidiamo e di cui approfondirò in un’altra ricerca), siamo “costretti” a basarci su quanto di più tangibile per noi. La Trama (vogliamo sapere se la storia è interessante o meno) e lo Stile (vogliamo sapere se la scrittura è in linea con le nostre esigenze).

La copertina invece, molte volte è una cartina di tornasole per cominciare a vedere che tipo di lavoro è stato fatto su quel libro: una copertina curata e professionale non è garanzia di un contenuto altrettanto perfetto, ma di certo è un buon punto di partenza.

Come detto, è solo un sondaggio “casalingo” fatto per interesse personale sui gusti dei lettori, ma visto che molti di questi sono anche autori delle proprie opere, magari qualche spunto di attenzione in più per il nostro prossimo libro sappiamo dove indirizzarlo 😉

4 comments

  1. Soltanto un breve commento. Per quanto mi riguarda la scelta dell’editore avviene in realtà a priori, nel senso che esistono editori che non considero affatto. Potrei citare Minimum Fax, Marcos y Marcos, Iperborea o Adelphi tra quelli che considero e Sperling o Newton tra quelli che ignoro. Dopo di ché la scelta è apertissima. Quindi in realtà mi rendo conto che avrei dovuto mettere l’editore per primo, ma va bene così. Grazie per il sondaggio.

  2. Mi chiedo se sia il caso di considerare anche le raccomandazioni, non nel senso della fascetta famigerata, ma dalle dichiarazioni di quel “big” della scrittura, di solito presenti sul retro o sopra il titolo. Quando andavo alle superiori ad esempio ero un po’ un fanboy, per cui ho comprato spesso un romanzo a “scatola chiusa” perchè raccomandato da Valerio Evangelisti (o perchè conteneva una sua prefazione), o perchè consigliato da Alan D. Altieri, Stephen King, George RR Martin ecc ecc.
    Non ho mai visto in libreria nessuno leggere l’incipit, al più sfogliare e aprire casualmente il testo, o guardarne l’indice.

    1. Sicuramente le “raccomandazioni” di autori famosi possono essere un qualcosa di utile per la scelta. E’ vero però che ormai sono così abusate, che (a mio parere) hanno perso molto del significato originale (di King per esempio, vedo in otto romanzi su dieci del genere una sua frase dedicata). Se poteva essere valido un tempo, diciamo che al momento è forse un po’ “inflazionato”.

      Vero invece che in libreria è raro vedere qualcuno che si mette a leggere l’incipit, ma credo questa opzione sia intesa più nella possibilità che offre oggi acquistare il libro negli shop online (dove quasi sempre puoi appunto leggere almeno il primo capitolo) 😉

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