Le riviste di Fantascienza sono state per molto tempo il volano principale per la divulgazione di molte opere e autori importanti. Si può dire in effetti che abbiano contribuito in maniera fondamentale allo sviluppo del genere. 

E’ un fatto però, che da molto tempo anche le storiche riviste di fantascienza stanno subendo un calo continuo di vendite e di pubblico. Segno dei tempi certamente, non che l’editoria in genere viva un momento migliore. Ma anche di un “mezzo” che probabilmente necessita di un’evoluzione ulteriore per non sparire completamente.

Ma quali sono le riviste di fantascienza italiane oggi?

Le riviste di fantascienza italiane oggi

Paradossalmente, malgrado un quadro generale abbastanza disastroso, ci sono ancora diverse realtà molto interessanti su cui poter fare affidamento.

Ci sono principalmente tre riviste di fantascienza di riferimento (ce ne sono sicuramente anche altre, ma mi limito a quelle che per motivi “storici” o di vendite, sono probabilmente quelle più seguite al momento).

  • riviste di fantascienzaROBOT (Delos) – E’ sicuramente una tra le più storiche e apprezzate del panorama italiano. Curata da Silvio Sosio e pubblicata da Delos, “Robot” offre nei suoi contenuti una buona alternanza tra racconti di grandi autori stranieri e italiani, nonchè articoli più generalisti dedicati all’universo della fantascienza. Disponibile sia nella versione eBook (in formati diversi quali ePub e PDF), sia nella versione cartacea. Entrambi acquistabili online su tutti i principali store del web (Delos Store, Amazon, iTunes e Kobo).
  • ANDROMEDA (Ailus Editrice) – La nuova arrivata rivista di fantascienza, siamo appena al secondo numero cartaceo, si è subito ritagliata un posto di rilievo. Merito dei tanti contenuti interessanti che il curatore Alessandro Iascy è riuscito a riunire al suo interno, e dei tanti autori (italiani) che presentano ogni volta racconti di ottima qualità.  Per comprarla, l’unico modo possibile al momento è inviando una mail direttamente alla casa editrice e seguirne l’iter per il pagamento.
  • riviste di fantascienzaFANTASY&SCIENCE FICTION (Elara)  – Versione italiana di una delle più note riviste di genere al mondo, si presenta su carta nel calssico formato rivista. Al suo interno troveremo una raccolta di racconti di autori stranieri, che come dice il titolo stesso dell’opera, non saranno soltanto di Sci-fi. La rivista è disponibile anche in alcune edicole (ma non sarà sempre facile trovarla), oppure direttamente sul sito dell’editore.

I problemi delle riviste

Perchè le vendite delle riviste sono in netto calo? Bene, diciamo subito che in realtà il problema non riguarda ovviamente soltanto quelle di fantascienza. Praticamente tutte le riviste stanno affrontando notevoli difficoltà nel produrre profitti in edicola.

Si salvano quelle alimentate da pagine e pagine di pubblicità di prodotti (riviste che peraltro hanno un prezzo bassissimo, non essendo quello il primo introito di riferimento) e soprattutto quelle che sono riuscite a creare un’universo online da poter utilizzare per la comunicazione di contenuti e ulteriori introiti pubblicitari.

Va da sè che non può essere questo il caso delle riviste di Fantascienza: il mercato pubblicitario è zero (e minimamente battuto per la stessa ragione), quello della community online ancora troppo poco sfruttato (vuoi per concetti di marketing ancora troppo ancorati al passato, vuoi per un pubblico che certamente non gode di una media di “alfabetizzazione” web molto elevata).

Il risultato è che se andiamo in edicola, è praticamente impossibile trovare una rivista di genere (del resto i costi di distribuzione nelle edicole sono davvero troppo alti). Se andiamo online, le difficoltà sono minori, ma sempre presenti (non tutte sono disponibili su eShop per esempio).

Con margini di profitto così bassi e costi decisamente troppo alti, non è quindi difficile trovare qualche difetto anche in termini di impaginazione. Chiunque abbia avuto a che fare con questo lavoro del resto, sa bene quanto sia costoso occuparsene nei dettagli.

Diciamo che questi difetti, vengono spesso compensati dalla ottima qualità dei contenuti, ma resta il fatto che per il lettore, nel confronto (impietoso) con le altre riviste presenti in edicola, è piuttosto evidente una certa disparità. Se a questo aggiungiamo le difficoltà nel trovare questo tipo di riviste (come detto praticamente assenti in edicola e con iter spesso molto complicati per l’acquisto online), ecco che parte del problema è noto.

Migliorare il comparto di vendita online e curare meglio l’impaginazione, non sono però gli unici passi da affrontare per continuare a fare in modo che le riviste di genere siano parte integrante della comunicazione e divulgazione della fantascienza. E’ assolutamente necessario ampliare il pubblico interessato, magari anche spaziando verso alcuni “sotto-generi” spesso non visti di buon occhio dall’appassionato storico.

Quel mondo Young Adult magari (solo per fare un esempio), che oltre ad avere un seguito decisamente alto, offre anche possibilità di viralità e condivisione diverse. E magari utilizzando in pieno quello strumento così potente che è l’online (la possibilità di condividere singoli racconti magari, di poter far interagire direttamente il pubblico sui contenuti della rivista, di stimolarne direttamente la risposta tramite sondaggi o concorsi, e via dicendo).

Intanto però, quello che possiamo fare è continuare a leggere (e comprare) le riviste di fantascienza presenti al momento, in modo da fare in modo che si possa non solo continuare a farle esistere, ma magari anche stimolare alcuni (necessari) sviluppi.

 

8 comments

  1. C’è anche Altrisogni tra le riviste, anche se mi pare sia solo in formato ebook. Qui a Trieste le riviste di fantascienza compaiono ancora, ma sempre in libreria e mai in edicola, il che’ ha un suo perverso senso, considerando quanto raramente escono…

    Si potrebbe pensare, scelta l’edizione cartacea, di irrobustire l’elemento grafico e di lusso, rendendo la rivista un oggetto il più possibile “prezioso”, superando l’impasse dei fondi necessari con veloci campagne di crowdfunding. Altrimenti la povertà di solito dell’impaginazione non ricompensa certo della fatica di trovarla dopo ore di ricerche e ricerche e ricerche…

    1. Sono in parte d’accordo. Del resto se si mettono a calendario qualcosa come due o tre uscite annuali, si può legittimamente alzare il prezzo (rendendolo simili all’acquisto di un libro, sui 15-16 euro) cercando parimenti di aumentarne la qualità grafica e di materiali. Però è anche vero che l’idea di fondo non dovrebbe essere quella di farne un oggetto di “lusso” per un pubblico ancora più ristretto, ma un prodotto mainstream per ancora più utenza. Insomma la soluzione non è affatto semplice ed è un lavoro fatto di necessari compromessi 🙂

      1. Secondo me, renderlo un prodotto “di lusso”, esclusivo, aumenterebbe le vendite, invece. Dal momento che le uscite sono trimestrali, o addirittura semestrali, si tratta già di per sé di un prodotto “non di consumo”. Tanto vale renderlo più appetibile, come un prodotto di nicchia per collezionisti, mantenendo il prezzo tipicl di un romanzo medio (come hai detto tu, 15-16 euro). Quelli che già lo comprano continueranno a farlo, e la veste grafica più raffinata avvicinerà nuovi acquirenti. Il concetto è lo stesso delle graphic novels Vs fumetti: escono meno spesso, sono più curati, costano un po’ di più, ma il cliente percepisce un valore commisurato alla spesa.
        Riguardo all’ampliamento dei contenuti con sottogeneri che “tirano”, come lo ya, sembra una buona idea all’apparenza ma, fidati, i vecchi appassionati si rivolterebbero per l’indignazione e smetterebbero di acquistarle.
        Già non tollerano il fantasy tradizionale, figurarsi lo ya (che non sopportano nemmeno i fantasysti, figuriamoci!) 😀

        1. P.s. Hai dimenticato anche Rivista If – Insolito e Fantastico, edita da Solfanelli e ispirata alla storica pulp americana If. È un’ottima rivista che resiste bene da una decina di anni e più alla crisi editoriale. Contenuti molto professionali, ogni numero è dedicato a un genere e a un tema, ma fondamentalmente è una rivista di sf.
          C’è anche Cronache di un sole lontano, dello storico curatore Sandro Pergameno, ed è in formato elettronico e, se ben ricordo, liberamente scaricabile. 🙂
          Anche qui, super contenuti per i puristi della fantascienza.

        2. Grazie delle segnalazioni intanto Mariateresa 🙂

          Devo dire che mi risulta difficile fare un discorso troppo generale su alcuni temi. Ci sono riviste storiche che sicuramente non hanno alcun interesse (nè del resto sarebbe probabilmente la strada giusta) nell’ampliare ad altri generi letterari (YA in primis). Come hai giustamente detto, il loro pubblico è molto fidelizzato e conservatore, quindi da quel lato credo apprezzerebbe un versione deluxe e nessun cambiamento di contenuti.

          Dall’altra parte però, credo che le nuove riviste che vogliono provare ad affacciarsi su questo ambiente, non possano seguire le strade percorse in passato. E’ necessario, secondo me, un cambio di paradigma. E’ vero, si perderanno (o non si potrà più contare) sul pubblico più conservatore (che al momento è anche l’unico presente però), ma si potrà viceversa avere tutta una nuova generazione di lettori che al momento non mi sembrano particolarmente coinvolti in questi progetti. Vale poi anche per tutta una parte di pubblico, molto interessata invece alle nuove dinamiche dei vari generi (me compreso) e che non ama moltissimo queste piccole “guerre” di definizioni o di restrizioni di genere 🙂

    2. Tentò qualcosa del genere Parallaxis: contenuti di alta qualità, veste grafica impeccabile e curata nei dettagli, prezzo di copertina comparabile a quello di un libro (mi pare fosse sui 14 euro), purtroppo arrivò solo al numero 4.

      1. Si e fecero anche un ottimo lavoro! 🙂 Purtroppo ho l’impressione che a parte lo “zoccolo duro” di lettori di riviste di fantascienza, al momento non ci siano nuove utenze (per cui le riviste storiche riescono ad andare avanti in qualche modo, le altre fanno ancora più fatica). Credo, sempre che si voglia provare qualcosa di diverso, che sia necessario ampliare anche in termini di contenuti e offerta a un pubblico più ampio 🙂

        1. Parallaxis è scomparsa prima che riuscissi a procurarmene una copia, ma pensavo a qualcosa di più “illustrato”, con pagine ricche di disegni, strisce fumettistiche, che insomma sia ricco di contenuti, ma anche artistico.
          Con Robot io leggo la pagina e l’articolo che la ospita, ma non mi fermo a guardare o rileggere la rivista; è quasi un usa-e-getta.

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