Quando la musica parte siamo tutti lì, con quel brivido sulle braccia che da quarant’anni accompagna quelle note ormai epiche. Le scritte scorrono come sempre, verso un non luogo che conosciamo benissimo. Sta per iniziare anche questa ottava avventura e siamo pronti a emozionarci, a ripercorrere quel cammino.

Dopo i primi cinque minuti mi guardo intorno spaesato, forse ho sbagliato sala. Ho la netta sensazione di essere finito a vedere “Balle Spaziali 2”, e le risate intorno a me sembrano confermarlo. Ascolto come in trance un dialogo surreale tra il Generale Hux e Poe, aspettando invano che sia una di quelle preview scherzose che si fanno a volte prima del film. Quello vero.

Ma non accade. Anzi. Prende il via una delle scene di battaglia spaziale più assurde della storia. Tanta action, pochissima coerenza. Come di abitudine ormai in certi film moderni.

Non mi faccio prendere dalle emozioni negative, non sono più un giovane padawan. Continuo imperterrito la mia visione, aprendomi alla forza. Infatti arriva lui, Luke Skywalker. Finalmente si torna a fare sul serio. E invece no. Il caro e vecchio Jedi ridotto a una macchietta in grado di suscitare una risata collettiva al suo primo gesto, prima ancora di proferire parola. A quelle risate, lo ammetto, la mia fede ha vacillato ulteriormente.

Il film prosegue a lungo su questa falsa riga, alternando piccoli momenti intensi a grosse gag da comedy, rendendomi praticamente impossibile poter vedere crescere una minima forma di empatia e coinvolgimento in questa nuova storia.

L’unico che non fa mai battute è il Kylo Ren, che però tristemente ha un volto e una voce in certi momenti tragicomici pur senza volerlo. Il che non so se è meglio o peggio a conti fatti.

Non voglio “rovinarvi” alcune sorprese, Dio sa se lo vorrei fare, raccontandovi alcune cose che voi umani… ma no, cerchiamo di dimenticare insieme le scene peggiori.

Vi dirò però che malgrado tutto questo, l’ultima parte ha del buono in sè. Un po’ come si dice di alcuni Jedi passati al lato oscuro.  Alcuni spunti finali sono interessanti, c’è anche qualche momento di sincera commozione, di forte pathos. Rovinato come sempre da alcuni gesti e alcune battute comiche che, francamente, hanno rovinato il mio personale piacere anche in questo finale.

La sala ha applaudito felice ai titoli di coda. Il pubblico ha avuto la sua dose di divertimento. La Disney ha centrato ancora una volta il suo target. E io, in mezzo a tutto questo, mi sono sentito in preda allo sconforto, perchè per la prima volta in vita mentre vedevo un film di Star Wars, ho avuto la sensazione di essere fuori posto. Fuori luogo. Fuori dal tempo. Fuori da tutte quelle risate. Un po’ come durante i film della Marvel. Ma quella è la Marvel. Questo è (era) Star Wars…

Non riesco nemmeno a parlare dell’aspetto “tecnico” del film. Forse non mi interessa nemmeno farlo a questo punto. Perchè è il lato emotivo quello che mi è mancato. Perchè molto semplicemente, questo film non è più per me. Non sono più dentro il target di riferimento di questa saga. O viceversa.

The last Jedi. L’ultimo. Anche per me. 

 

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