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Il week end più “strano” dell’anno si è ormai concluso, eppure l’eco delle emozioni di questa edizione di STRANIMONDI non si è ancora esaurito. La manifestazione dedicata ai libri di fantascienza, weird e del fantastico (così come cita la locandina di presentazione), vive ancora nel racconto dei molti che vi hanno partecipato, portando a casa non solo tante letture interessanti, ma anche (e forse soprattutto), incontri piacevoli e chiacchierate memorabili. 

Logico quindi definirla un successo (forse anche annunciato), visto anche l’alto numero di presenze (almeno un migliaio i visitatori nella due giorni) e una serie di incontri sempre molto seguiti.

Voglio però provare anche a fornire qualche spunto di discussione che non sia un semplice elogio all’evento o all’organizzazione, che comunque ha lavorato alacremente per far sì che tutto funzionasse a dovere.

Stranimondi, il salotto del fantastico

Un successo dicevamo, difficilmente discutibile. Entrare in una sala gremita da mattina a sera, è certamente un bel vedere per gli appassionati del genere, così spesso snobbati in termini di gioie editoriali.  Quello che è stato creato in questa kermesse, va però anche al di là della semplice presentazione libraria.

L’idea è che, sempre di più, stia diventando un vero è proprio (quasi imprescindibile) salotto letterario. Naturalmente c’è chi approfitta dell’occasione per fare incetta di nuovi libri (o altri che si fatica a recuperare online), ma è indubbio che molti partecipanti, sono qui per respirare aria fantastica. Sono qui per incontrare vecchi e nuovi amici, colleghi fino a quel momento visto solo tramite “avatar” sui social. Sono qui per sentirsi finalmente parte di una comunità che troppo spesso, è solo virtuale.

Certamente, inutile negarlo, è anche in questi “salotti” che nascono nuove collaborazioni. Nuove amicizie che sfoceranno magari, prossimamente, in altri lavori comuni. E’ la natura di tutte le fiere del resto, creare nuove opportunità.  Stranimondi è diventato (anche) un luogo imprescindibile per ritrovarsi. Una sorta di faro che illumina il cammino della comunità editoriale del fantastico. Un crocevia annuale che segna il confine tra chi c’era e chi non c’era.

E poi ovviamente, a sentire i tanti editori di genere presenti, è stata anche occasione per vendere libri. Tanti libri. Non ho i numeri in questo caso, ma i commenti che sentivo durante la manifestazione sono estremamente positivi. Segno che oltre alle tante chiacchiere e ai tanti progetti, chi partecipava è anche parte attiva del mercato.

Eppure, c’è anche qualcosa su cui si potrebbe discutere.

Stranimondi: manca ancora qualcosa?

Mi sono fatto aiutare da una presenza esterna per questa considerazione. Una persona venuta con me che mi ha fornito anche una visione totalmente “dal di fuori” di Stranimondi. Volevo vedere cosa pensava di tutto questo, qualcuno non “related” ai presenti, agli editori, agli ospiti.

La prima impressione che mi ha fornito, è stata estremamente positiva. Per esempio ha subito notato come era particolarmente piacevole soffermarsi sulle varie proposte editoriali e poter trovare, praticamente in 3 casi su 4, anche l’autore del libro nelle vicinanze (la presenza dell’autore per un potenziale lettore è certamente percepita come cosa molto interessante, non capita molto spesso in fiere simili generaliste). Tutti pronti a fornirle indicazioni utili, trame approfondite e in alcuni casi anche curiosità sul dietro le quinte dell’opera.

L’altra faccia di questa stessa medaglia, è che anche una persona perfettamente estranea all’ambiente, si rende conto in brevissimo tempo che in tutta la sala, la stragrande maggioranza delle presenze sono in qualche modo legate a qualcosa che è sui tavoli. Autori, collaboratori, curatori editoriali, editori ovviamente e altri potenziali autori. Tutta una pletora di addetti ai lavori (sotto varie forme) o diretti interessati a diventarlo, insomma. 

Certo, per fortuna la maggior parte di questi sono anche forti lettori, per cui come dicevamo sopra, dal punto di vista delle vendite (oltre che di eventuali progetti comuni) siamo a posto. Di fatto però, anche in una manifestazione di successo come questa, sembra mancare la stessa cosa che manca a tutto il mercato editoriale. I (puri) lettori.

Non esiste una formula magica per questo ovviamente, soprattutto se giustamente bisogna anche fare i conti con il budget a disposizione.  Però chissà, magari c’è qualche proposta che in futuro potrebbe aiutare in qualche modo. Provo a farne un paio anche io:

  • Copertura mediatica live: secondo me potrebbe essere utile anche organizzare per tempo alcuni appuntamenti “live” prima e durante la kermesse. Un modo per convogliare l’attenzione dei social, creare hype precedente e magari arrivare anche a qualche interessato fuori dalle solite cerchie di conoscenza.  Perchè no, anche trasmettere almeno un appuntamento importante in diretta live (meglio se al sabato magari). E pensate cosa potrebbe essere con un vero e proprio “Blog Live” in diretta durante l’evento!
  • Apertura a generi anche più “giovanili”: lo young adult (anche nella declinazione più romance) potrebbe raccogliere un seguito diverso. In questo contesto ricordo solo Leonardo Patrignani (peraltro alle 19 di domenica, forse non l’orario migliore per molti visitatori extra-milano) che potesse far spostare qualche interessato appositamente.
  • Sabato pomeriggio, momento clou: a prescindere dal fatto che è necessario valutare bene i numeri delle presenze, la mia impressione è che concentrare molti appuntamenti importanti (direi proprio quelli principali) nella domenica pomeriggio e sera, potrebbe non essere la scelta migliore per i molti che, invece, hanno preso il week end venendo da fuori (e che quindi con ogni probabilità, avranno soprattutto il sabato e la domenica mattina disponibili).  Il sabato pomeriggio potrebbe essere invece il momento migliore.

In definitiva quindi, si parte da un punto fermo importante: Stranimondi è una figata. Una perla rara difficile da trovare anche in altri generi, pure se più seguiti. La formula ideata funziona bene, complice un’ottima alchimia tra organizzazione, partecipanti, contenuti. Il difficile ora, sarà fare ancora un passo in avanti.

Stranimondi Gallery 2017

 

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