De Gustibus – La recensione di Sunfall di Jim Al-khalili

Per fare una recensione di Sunfall di Jim Al-khalili, ho avuto bisogno di un attimo di tempo per far sedimentare le impressioni a caldo dopo la lettura. Perchè ci sono diverse cose che mi sono piaciute in questo romanzo, ma anche altre che evidentemente non ho ben digerito.

La recensione di Sunfall di Jim Al-khalili

Partiamo dal principio, la storia di questo Sunfall non è particolarmente originale di base, visto che ancora una volta ci presenta tutte le fasi di una possibile fine del mondo, che potrebbe arrivare (come suggerisce il titolo stesso) per via dell’affievolimento del campo magnetico terrestre che non può ormai più proteggerci dalla potenza solare.

recensione sunfall jim al-khaliliNiente di nuovo sotto il sole (se mi perdonate il gioco di parole). Ma come detto, c’è luce anche in trame non particolarmente originali. Intanto perchè a scrivere la storia questa volta non è uno scrittore qualsiasi, ma un affermato scienziato, docente di fisica teorica in Inghilterra. Oltre a scrittore di saggi molto popolari anche in Italia (vedi “La fisica del Diavolo” solo per citarne uno).

Insomma un ottimo conoscitore della materia e certamente un grande comunicatore e divulgatore scientifico (le due cose non sono sempre scontate insieme). Tutto questo traspare nelle pagine di questo Sunfall, che in effetti pone proprio nelle mani della scienza le speranze dell’umanità e ne delinea in qualche modo le vie di uscita (ivi compreso l’uso dell’intelligenza artificiale che permea molte situazioni di questo immaginario futuro).

Le impressioni sul libro

Il libro però procede un po’ a strappi. Dopo una lunghissima parte in cui pian piano si raccontano le problematiche sempre più evidenti di questo calo del campo magnetico (forse la parte più piacevole del romanzo), si passa rapidamente a un susseguirsi di eventi che sfociano in un finale persino un po’ troppo “cercato”. Una frenesia che ci fa perdere un po’ di approfondimento sui vari personaggi, lasciando spazio più alle vicende della storia.

L’impressione è che in tutti i momenti del libro dove il focus riguardi la trama (e tutte le sfumature scientifiche presenti), l’autore rende davvero al meglio. Quando invece ci sarebbe da approfondire un po’ i personaggi, o magari lasciare scorrere la storia con qualche dialogo, tutto diventi più farraginoso (mi è parso di leggere anche alcune “forzature” messe lì quasi per accontentare il pubblico).  Non a caso vedrei bene una trasposizione cinematografica, visto che la storia si presta molto e la mano di un buon sceneggiatore potrebbe facilmente risolvere alcuni problemi.

Manca quindi la giusta dose di empatia per i protagonisti, e forse anche un po’ di suspanse (specialmente visto che è stato spesso indicato più come “Thriller” che come romanzo “Fantascientifico”, tanto per cambiare). Ma la storia alla fine è davvero bella e la capacità di esposizione scientifica dell’autore, quella si, è assolutamente coinvolgente.

 

 

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