Cosa resterà di questo 2019? Il meglio di Film, Libri e Serie Tv di Fantascienza

Siamo come solito al bilancio di fine anno, quando possiamo finalmente guardarci indietro e vedere tutto il quadro completo delle uscite di Fantascienza. Tantissimi libri, tante Serie Tv e un buon numero di Film ci hanno accompagnato in questi dodici mesi. Ma quali rimarranno negli annali anche in futuro? Proviamo a vedere cosa c’è stato di veramente indimenticabile in questo 2019 di Fantascienza.

Sul sito di Fantascienza Oggi abbiamo pubblicato le schede di tutte le uscite fantascientifiche di quest’anno. Il conto finale (al netto di qualche titolo perso e nel caso segnalatelo) parla di quasi 300 libri pubblicati, 33 Film e qualcosa come 54 Serie Tv. Inutile dire che la maggioranza delle cose è ampiamente trascurabile, segno che la quantità quasi mai va di pari passo con la qualità.

Sono in molti anzi a sostenere che stiamo pericolosamente abbassando l’asticella in tutte le componenti espressive. “Non ci sono più i libri di una volta“. “Non ci sono più i film di una volta“. E via dicendo. Ma forse la verità è semplicemente che siamo bombardati da così tante cose che diventa difficile fare realmente paragoni con quello che già il tempo ha scremato e selezionato come “il meglio di”.  Ebbene, proviamo allora a fare un ragionamento più meditato: cosa resterà di tutto questo nel futuro della Fantascienza? 

I Film di Fantascienza del 2019

Il nostro elenco completo dei Film di Fantascienza del 2019 ci descrive ben 33 titoli presenti, tra quelli usciti direttamente in sala e quelli invece proposti dalle varie piattaforme di streaming. Molti dei quali, diciamolo subito, certamente non proprio memorabili (quando non proprio da evitare).

Avere una maggioranza così forte di film di Fantascienza abbastanza trascurabili, ha contribuito forse alla percezione che non sia stata poi una grande annata in campo cinematografico. Eppure c’è più di un motivo per pensare che almeno un paio di questi resteranno a duratura memoria in ambito SciFi.

Troppo “storico” aver avuto a distanza di pochi mesi il finale di due dei cicli più apprezzati dagli appassionati del genere. Prima quel “Avengers – Endgame” il cui nome già evoca la chiusura di un cerchio, la fine di un epoca (e di un epopea) destinata a entrare nella storia dei Cinecomics. La “fase tre” Marvel Cinematic Universe si chiude così dopo ben 23 capitoli, e pur con qualche critica riservata soprattutto a questo ultimo capitolo (per la verità poi seguito da Spider-Man Far from Home), difficile pensare che EndGame non venga ricordato a lungo anche per le sue qualità (non ultima quella di aver tirato i fili di un intero universo di sceneggiature diverse).

Ma forse più di tutti sarà quel “Star Wars – L’ascesa di Skywalker” a rimanere nella storia. Se non come il migliore della serie (e non lo è di certo), come l’ultimo. Quel finale che volenti o nolenti ha portato al termine di un ciclo durato 42 anni, tra sorrisi e lacrime, tra dubbi e domande, tra rabbia e gioia. Anche in questo caso sulla singola pellicola ci sarebbe da dire tanto (e non sempre positivo), ma è più che altro per le emozioni date che pensiamo che entrerà di diritto nella storia del cinema del genere.

fantascienza 2019

Non a caso nei sondaggi che abbiamo aperto in vari gruppi facebook di appassionati, sono proprio questi i due film che hanno ottenuto maggiori consensi come “Miglior Film dell’anno” (vedi cosa fa fare l’emozione?). Davanti a loro soltanto uno ha fatto meglio: Joker. “Ma come, non è mica fantascienza?!??!“. No, forse non lo è davvero. Ma non è un reato considerare la possibilità di inserirlo come tra i film più importanti dell’anno anche nel genere. In fondo siamo a Gotham. Ci sono gli Wayne e c’è il piccolo Batman. E c’è Joker naturalmente. Sappiamo tutto di loro ormai, e anche se in questo caso le intenzioni sono tutt’altro che fantascientifiche (è un “drama” vero e proprio), teniamocelo stretto un film come questo. Lì, al confine del genere.

Poi si, in effetti rimarrà poco o niente. Forse tra qualche anno negli ambienti underground tornerà fuori quel “Light of my life” passato letteralmente inosservato (non un capolavoro, ma un buon film d’autore). Forse per qualche tempo ancora ogni tanto discuteremo di quanto sia stata occasione persa “Ad Astra” (visivamente meraviglioso ma forse con qualche difetto di sceneggiatura). E forse se vedremo un giorno il secondo capitolo di Alita, verrà rivalutato anche questa prima parte “Alita – L’angelo della battaglia“, che pur senza aver avuto un grande successo nè di critica nè di pubblico, rimane un buon Film fatto molto bene peraltro.

Le Serie Tv di Fantascienza

Ancora più folto è il gruppo delle Serie Tv di Fantascienza uscite in questa annata, con un Catalogo Serie Tv che arriva addirittura a quota 54. E mai come in questo caso si può dire che per molti casi si sia trattato di un vero e proprio spreco di tempo, che peraltro contribuisce non poco a svalutare l’idea generale della qualità che invece in alcuni picchi è stata particolarmente alta.

Sulle peggiori serie tv di fantascienza potremmo aprire un capitolo a parte (almeno un paio se la giocano, anche se “I-Land” devo dire entra di diritto tra le cose più brutte che abbia visto), ma per fortuna ci sono anche alcuni titoli che probabilmente resteranno ben in mente per diverso tempo.

Al primo posto nei sondaggi condotti sui gruppi social, hanno fatto capolino “The Expanse” (ormai entrato di diritto nella top di gradimento degli appassionati) e un “The Boys” che forse è la vera sorpresa in positivo della stagione, con una prospettiva sui Super-Eroi che ha decisamente sbaragliato l’idea standard a cui eravamo abituati.

Tra gli esordi dell’anno molto positivo anche l’impatto di “Watchmen“, una serie molto ben scritta che probabilmente è destinata a crescere in popolarità con il passare del tempo. Così come apprezzato è stato anche il quarto e conclusivo capitolo di “The man in the high castle“, forse il migliore della serie, pur con un finale che ha lanciato molte discussioni in merito tra i fan.

Meno popolari ma molto ben fatte, anche le Serie di “Undone” e “For all mandkind” anche se per vedere quanto saranno ricordate in futuro, sarà necessario scoprire se e quando avranno un seguito. Una seconda stagione invece sembra certa per un’altra bella novità dell’anno: “The umbrella academy“.

Insomma, chi dice che non c’è qualità nelle serie tv di Fantascienza (o chi sostiene che “una volta” erano meglio), forse si è perso più di qualcosa. E non ho inserito nella lista “The Mandalorian“, di cui sentiremo di certo parlare a lungo soprattutto quando finalmente sarà disponibile ufficialmente anche in Italia…

I libri di Fantascienza

Come sempre molto più complesso fare un resoconto di ciò che rimarrà in ambito editoriale. Non solo perchè qua i numeri si alzano esponenzialmente (il Catalogo dei Libri di Fantascienza dell’anno si attesta poco sotto i 300 titoli…) rendendo di fatto impossibile leggere tutto, ma anche perchè come ben sappiamo non è facile avere un dato oggettivo sugli interessi dei lettori nè, tanto meno, sulle vendite.

Motivo per cui ipotizzare cosa resterà di questa annata editoriale negli anni futuri è impresa al limite della divinazione, ma ci proviamo lo stesso prendendola più che altro come scusa per proporre qualche interessante novità.

Di certo è stato un anno molto vivo per quanto riguarda la forma-racconto, con tantissime antologie interessanti che hanno arricchito il catalogo. “Strani Mondi” (su Urania), “Super” (di La Corte Editore), “La prima frontiera” (Avatar), “Fanta-Scienza” o “Divergender” (di Delos). Non sappiamo quale sarà ricordata più a lungo, ma sono tutti ottimi spunti di approccio per chi volesse cominciare (o continuare) ad apprezzare i racconti di genere.

Altro spunto interessante è quello degli autori italiani, che contano esattamente per il cinquanta per cento delle uscite. Al netto del “non letto” e di quanto possa ancora mancare all’appello, ho speranza che alcuni titoli resteranno nelle cronache. Su tutti “Ubermensch” di Davide del Popolo mi pare possa mettere tutti d’accordo in termini di straordinarietà.  Ci sono ovviamente anche altre opere più che meritevoli, ma forse mi è mancato quel libro che potesse distinguersi al di là delle indubbie qualità degli autori e delle loro storie, tanto che non saprei quale altro citare senza far torto a molti suoi pari.

La selezione straniera è come sempre più facile, visto che già a monte le opere tradotte erano il top di ciò che è stato possibile trovare in giro per il mondo.  Di questi diversi sono sicuro resteranno a lungo nella storia (e nelle classifiche). “I Testamenti” di Margaret Atwood non è un libro memorabile e di sicuro non è il suo migliore, ma è stato il più venduto e di certo il più conosciuto della stagione.  Discorso simile, almeno in termini di successo, per “SunFall” di Jim Al-Khalili, anche in questo caso non senza qualche dubbio e difetto (ma se uscirà come pare un film in merito, ecco che ne sentiremo riparlare presto).

Forse non ne sentiremo parlare spesso, ma a lungo quello si. Soprattutto visto che le opere di Ted Chiang si contano su un paio di mani e questo “Respiro” è in linea con l’asticella altissima dell’autore. Tra i nomi noti che resisteranno all’incedere del tempo, ci sarà anche l’ottavo capitolo di The Expanse, “Tiamat’s Wrath“, con James S. A. Corey ormai consacrato come tra gli autori più apprezzati da un pubblico sempre più vasto. E sempre più ampio sarà nei prossimi tempi, il nome di Sam J. Miller, portato all’attenzione del pubblico italiano da Zona42 con il suo “La città dell’orca“. Ne sentiremo riparlare, siamo sicuri.

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